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LIGURIA: LA LEGGE REGIONALE SUI SERVIZI FUNEBRI E’ FINALMENTE OPERATIVA

Federcofit: “Più professionalità e migliori servizi alle famiglie dolenti”

La legge della Regione Liguria sui servizi funebri e cimiteriali è finalmente operativa. Il consiglio regionale ha infatti approvato la Deliberazione della Giunta Regionale, documento necessario per poter attivare le nuove norme relative alla funeraria. “Da tempo la Liguria aspettava una legge regionale che potesse professionalizzare il settore e dare certezze non tanto e non solo alle aziende del comparto, ma soprattutto alle famiglie liguri in un momento drammatico, com’è quello di un lutto”, dichiara Davide Veronese, presidente nazionale di Federcofit, la federazione del comparto funerario italiano, che quest’anno celebra il suo venticinquesimo anniversario. “Tanta è la strada che è stata fatta negli ultimi anni, prima con la legge regionale e oggi finalmente con il regolamento che la rende attuativa, in particolare per quanto riguarda l’apertura di case funerarie per l’ultimo commiato ai defunti e la qualificazione e la professionalizzazione degli operatori del settore. Un risultato che ci ha visti protagonisti, anche arrivando a sfilare nel dicembre scorso con i nostri carri funebri al centro di Genova. Ancora tanta è però la strada che bisogna percorrere, a partire dalla necessità di chiara separazione tra enti del terzo settore, che nell’attività ordinaria di propria vocazione si avvalgono di volontari, ed imprese funebri, giustamente tenute ad assunzioni permanenti e continuate di personale altamente formato e qualificato, al fine di dare ancora maggiori tutele e certezze alle famiglie dolenti”.

Le principali novità nel settore dei funerali in Liguria – entrate in vigore recentemente con l’approvazione del Dgr 500/2024 della legge regionale 15/2020 – saranno illustrate alle aziende funebri liguri nell’ambito di due seminari organizzati da Federcofit, che si svolgeranno domani giovedì 27 giugno a Genova (Palazzo della Regione, Sala Colombo, via Fieschi 15, ore 17) e dopodomani venerdì 28 ad Albenga (Auditorium San Carlo, via Roma 70, ore 17). Vi interverranno l’on. Angelo Vaccarezza, consigliere regionale della Liguria, Davide Veronese e Piero Chiappano, presidente e segretario nazionale di Federcofit, e Ivan Marinangeli, Matteo Munari e Liliana Allaria, rispettivamente presidente, vicepresidente e consigliere di Federcofit Liguria. “In questi seminari, approfondiremo due possibilità finora precluse alle aziende funerarie ed oggi finalmente consentite”, sottolinea Ivan Marinangeli, “e cioè l’apertura di case funerarie per il commiato delle famiglie dolenti e la possibilità di effettuare spostamenti a ‘cassa aperta’ dei defunti tra regioni vicine, al fine di evitare che, ad esempio, un piemontese deceduto in Liguria non potesse essere trasportato nella sua città in Piemonte, o viceversa un ligure in Liguria, per il previsto periodo di osservazione e per l’ultimo saluto da parte dei familiari”.

Un altro punto saliente che sarà affrontato nei due seminari di Federcofit sarà quello della qualificazione e della professionalizzazione degli operatori del comparto funebre. “In passato non erano previsti requisiti formativi per il personale, mentre d’ora in poi saranno obbligatori dei corsi di formazione che sicuramente contribuiranno a qualificare l’operato dei necrofori, degli autisti dei carri funebri e di tutti gli addetti coinvolti nei servizi funerari, fornendo così un servizio migliore alle famiglie dolenti”, spiega Matteo Munari. Ulteriore punto di qualifica della legge è la tante volte invocata omogenizzazione burocratica a livello regionale. “Sino ad oggi abbiamo lavorato con richieste difformi, talvolta confliggenti, da parte delle pubbliche amministrazioni per quanto attiene l’assetto procedurale e burocratico”, afferma Liliana Allaria. “Con la nuova legge, finalmente, si afferma quel principio di omogeneità, in virtù del quale non solo gli impresari lavoreranno meglio e più serenamente, ma soprattutto le famiglie dolenti potranno avere assoluta certezza di un trattamento equo e di pari opportunità. Per fare un esempio”, conclude Allaria, “se prima la redazione dell’autorizzazione alla dispersione delle ceneri era affidata al comune di residenza del defunto, ora dovrà farlo il comune di decesso come, del resto, succede ovunque in Italia”.